Un conto è se vuoi stare bene veramente, un conto è se vuoi solo stare meglio. Se decidi di stare semplicemente meglio, allora ti basta innamorarti ogni tanto.. comprarti qualcosa.. avere un aumento di stipendio. Arredare la cella. Puoi anche continuare a vivere così, ma ricordati che tu sei fatto per godere del sole. Se invece di aprire la finestra per farlo entrare accendi ogni tanto un abat-jour, col tempo potresti anche dimenticarti che esiste e alla fine in quella stanza l'abat-jour diventerà il tuo sole.
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Fabio Volo
L'amore? Non si cerca. Non si aspetta. Non si sceglie. Nasce per caso, quando meno te lo aspetti. Arriva e basta!... arriva nel giorno più triste, nel periodo più buio o addirittura quando hai perso le speranze e non lo desideri più. E' proprio così, l'amore non avvisa mai..
Fabio Volo - Cosa devo fare?
Ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un'ambizione ci deve essere sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: "diventa grande". E per gli altri diventare grandi vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto. Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido, ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda. Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no Porcaputtana!
Fabio Volo - Passiamo la vita a preoccuparci
Passiamo la vita a preoccuparci di cosa vogliono gli altri trascurando ciò che desideriamo noi.. a volte dimentichiamo persino quali sono i nostri sogni! E' quando ci innamoriamo che mettiamo al primo posto la felicità, la libertà, l'avventura...che mettiamo al primo posto noi stessi e ciò che desideriamo! e io oggi mi sono scoperto profondamente innamorato della vita!
Fabio Volo - E' una vita che ti aspetto (2004)
Come potrei convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso? Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso? Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione. Con questo non ti sto dicendo “viviamo insieme”. Ti sto dicendo “Viviamo”. Punto. Non sono innamorato di te…Io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell’amare ci può anche essere una fase di innamoramento, ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima. E sono anche innamorato di te.
Fabio Volo - Un posto nel mondo
Tu non desideri che lei sia felice, e se proprio lo desideri, vuoi che sia felice con te. Non hai mai pensato che amare veramente una persona significa anche gioire della sua felicità altrove. Vuoi essere tu la sua felicità, perchè è bello essere importante per qualcuno. Oppure speri che lei possa renderti felice, la carichi di questa responsabilità e lei finirà col deluderti. Lei non deve essere un antidolorifico, perchè tanto non guarisce la ferita, la anestetizza per un po’ così non ci pensi e nel frattempo stai meglio.
Fabio Volo - La mela rossa
Se amare una persona significa lasciare che sia se stessa, lasciarla in pace, sostenerla nel suo cammino, lasciare che cambi ciò che vuole cambiare rispettando i suoi tempi e i suoi modi, beh, allora sono pochissime le persone che sanno amare! Molte persone dicono di amarti, ma in realtà ti stanno dando la mela rossa. Quando Biancaneve mangia la mela rossa, non muore. Si addormenta. Molte persone che dicono di amarti ti offrono questo amore che è come la mela rossa di Biancaneve: tu la prendi, la mordi, attratta da tanta bellezza rossa, lucida, tonda, e non ti accorgi che pian piano sparisci, ti annulli, diventi una sonnambula.Vivi la tua vita addormentata. Non è amore questo. E' la mela rossa.
Fabio Volo - Un posto nel mondo
Un conto è se vuoi stare bene veramente, un conto è se vuoi solo stare meglio. Se decidi di stare semplicemente meglio, allora ti basta innamorarti ogni tanto.. comprarti qualcosa.. avere un aumento di stipendio. Arredare la cella. Puoi anche continuare a vivere così, ma ricordati che tu sei fatto per godere del sole. Se invece di aprire la finestra per farlo entrare accendi ogni tanto un abat-jour, col tempo potresti anche dimenticarti che esiste e alla fine in quella stanza l'abat-jour diventerà il tuo sole.
Esco a fare due passi - Fabio Volo (2002)
Quanto dolore c'è nella vita, è vero, ma quanta vita c'è nel dolore...? Anche quando si soffre per amore, in quella morte, in quel dolore, io c'ho trovato un sacco di vita. Non sai dove sbattere la testa, non ci sono medicine per farti sentire meglio c'è solo il tempo, quello biologico, solo lui può curarti. Ma sembra non passare mai e come dice Troisi in un suo film a un amico che gli dice che non ci si ammazza per amore, perché il tempo sistema tutto: "Allora, io ammazzo per impazienza"...
Le Prime Luci del Mattino - Fabio Volo (2011)
- Fossi in te, a questo punto della vita mi butterei. Mi concederei il lusso di provare. Hai sempre fatto quello che tutti ritenevano fosse giusto. Concediti un errore:lo spazio di un errore è uno spazio di crescita.
- Ma se so già che è un errore, perché lo dovrei fare?
- L’errore in sé conta poco, conta come diventiamo dopo quell’errore, come incide su di noi, come ci rende. Magari ti migliora. Chi può dirlo? dai Elena, per una volta nella vita fai una cosa anche se non ha senso!
- A cosa può servire una cosa che so già che non ha senso?
- Non è che nella vita si fanno le cose solo se servono a qualcosa. E’ un gioco…ma tu quando giocavi da bambina avevi bisogno di sapere a cosa serviva?
Fabio Volo - Un posto nel mondo
Per me “cambiamento” era una brutta parola. Significava stare male. Ed è stato molto difficile liberarsi da questa paura che mi ha paralizzato per molti anni. Non cercavo cambiamenti, ma stabilità.
Le mie decisioni erano totalmente condizionate da questa paura, e chi è spinto dalla paura non fa mai scelte che esprimono i propri sentimenti, ma che lo fanno sentire semplicemente meno spaventato e più tranquillo. Volevo sempre tenere tutto sotto controllo. Volevo situazioni governabili, nel lavoro, nel rapporto con gli altri, nelle relazioni di coppia. Non avrei mai potuto lasciare il mio lavoro, mettere tutto a rischio, tutto in discussione.
Impossibile per me. Quindi, a causa di questa paura, subivo una vita che non era la mia. Non stavo vivendo il mio destino. Forse solo poche persone vivono realmente il proprio destino, e io non ero sicuramente tra quelle. Ne vivevo uno che mi aveva praticamente investito.
Io me l’ero cucito addosso come un abito e pian piano mi ero convinto che fosse il mio. Anche se a volte mi accorgevo che in certi punti stringeva un po’. Ma ci si abitua a tutto. A un lavoro che non piace, a un amore finito, alla propria mediocrità.
Fabio Volo - Il Tempo Che Vorrei
L'amore è come la morte: non si sa quando ci colpirà. La morte non si può evitare, ma un controllo possiamo averlo: per esempio possiamo decidere il momento. L'amore no, non È possibile pianificarlo, non si può decidere di amare. Viviamo senza poter sapere quando la donna o l'uomo che ci sconvolgerà entrerà nella nostra vita. Potrebbe arrivare, come purtroppo è successo a me, quando ormai non si è più nemmeno capaci di amare. Ci sono periodi in cui ci piacerebbe essere sconvolti da qualcuno, ma non è detto che la semplice forza del nostro desiderio ce lo faccia incontrare. come quando si esce per fare shopping, spinti dal desiderio di comprare qualcosa, ma non si sa cosa. Potrebbe essere un libro, una sciarpa, un paio di occhiali o un profumo, ma a volte succede che "non ho preso niente, perchè non ho trovato nulla di interessante". Prima di incontrare lei avevo mille storie in ballo, mille avventure. Mi piaceva vivere così, il fascino della novità È stato per anni come una droga cui non potevo rinunciare. Poi è arrivata lei e ho sentito che stava succedendo qualcosa di diverso. Tanti particolari mi hanno fatto capire che con lei non era come con le altre; uno di questi era che quando le parlavo non mi andava di scegliere le parole, ma solo di dire tutto quello che sentivo e provavo. Con lei ho capito che mi sarei dovuto fermare, ma poi, invece di amarla fino in fondo, mi sono accorto che era arrivato il conto da pagare: ho scoperto che non ero più in grado di amare. Se qualcuno mi avesse chiesto se la amavo, avrei risposto "sì". In fondo, però, non sapevo se l'amavo veramente. Mentre cercavo di capire se ero ancora capace di farlo, ho iniziato a fingere l'amore. La capacità di fingere l'avevo già sperimentata ed era ormai un'abitudine per me. Ci riuscivo bene, avendo finto per tutta la vita. Pensavo che sarebbe stato facile anche con lei. Solitamente le persone che fingiamo di amare imparano ad accontentarsi, forse perchè, anche se l'amore che si riceve non è vero, È però vera l'offerta, l'intenzione. Il volere, il desiderio di farlo. Invece d'ingannare lei ho ingannato me stesso. Perchè a un certo punto ci ho creduto veramente. L'odio non si può fingere, l'amore sì. Anche se non per molto. Per assurdo l'amore che fingevo era la cosa più vera della mia vita. Nelle storie spesso succede che prima si sta bene poi si sta male. In alcuni casi "si sta". Si sta e basta, nè bene nè male. Noi no. Perchè lei piuttosto che "stare" ha preferito andarsene. A lei non bastava più l'intenzione, l'offerta, il desiderio di farlo. Come dice Byron: "Nella sua prima passione la donna ama il suo amante, in tutte le altre ciò che ama È il suo amore". Il mio vero amore tardava ad arrivare. E lei stava mettendo la sua vita nelle mie mani. Troppa responsabilità, troppa fragilità, troppa paura. Accogliere la vita di una persona tra le proprie braccia significa molto, forse troppo per me. Significa prendersi tutto: i suoi sogni, le sue paure, i suoi desideri, il suo modo di pensare, i suoi valori, il suo modo di amare, di fare l'amore, di parlare. Perfino gli orari del suo lavoro. Il suono della sua sveglia, che la mattina suonava prima della mia. Adesso che sono cambiato, però, e che ho capito molte cose, la rivorrei qui con me. Per questo l'ho chiamata, perchè magari il treno non l'ho perso del tutto. Come quando scendendo le scale per prendere la metropolitana sento il treno che arriva e corro pensando che sia quello che devo prendere, invece mi sbaglio ed è quello dall'altra parte. Magari il mio con lei non è ancora partito, È ancora lì con le porte aperte. Alla fine sono passati due anni, ma ancora la cerco e ci penso. Cosa mi manca di lei? Mi manca soprattutto il futuro. Nel senso che mi mancano tutte le cose che ancora non so e che vorrei scoprire con lei. Mi manca tutto ciò che avremmo potuto vivere insieme. Mi manca sentire sulla schiena il suo seno e il caldo del suo corpo quando al mattino, dopo aver spento la sveglia, si avvicinava a me. Mi manca molto abbracciarla da dietro e tenere il suo seno nella mano. Tutti gli incastri tra braccia e gambe al mattino sono una dose di tranquillanti. Mi manca fare l'amore al risveglio, quando ti baci con la bocca chiusa, e mi manca l'odore della sua pelle. Mi manca quando la sera a letto mi scriveva sulla schiena le sue confessioni d'amore e io dovevo capire le parole. Cercare nel dormiveglia un piccolo contatto. Che non è starsi addosso, È un'altra cosa, è un piccolo sentire, semplice calore appoggiato. E aggrapparsi con delicata consistenza alla felicità di saperla lì, al tuo fianco. Mi mancano quei momenti in cui lei appoggiando due dita al polso della vita si assicurava che il nostro battito fosse giusto e mi rassicurava. Mi manca trovarla a casa quando rientro e sentire il profumo di quel che sta cucinando. Ancora adesso mi ritrovo certe sere a fare liste ed elenchi di cosa mi manca, di cosa è cambiato e cosa ho perso. Mi fa male, ma alla fine mi fa sentire vicino a lei. E dal momento che lei mi ha lasciato per colpa mia e non perchè non mi amava più, leggo e rileggo la frase di Ovidio e penso che quelli come me esistono da sempre: "Non posso vivere con te nè senza di te". .
Fabio Volo - Esco a fare due passi (2001)
Voglio tornare bambino, voglio annusare la Coccoina, voglio spalmarmi il Vinavil e poi togliermelo come se fosse una pellicina. Voglio usare i pennarelli per poi avere tutte le dita piene di piccole striscette colorate. Voglio rubare la merenda ai grandi. Voglio credere che il mio soldatino si sposti all'ultimo momento e schivi il proiettile. Voglio credere che l'astronauta è un lavoro che si può fare solo di notte, perché di giorno non ci sono le stelle per atterrare. Voglio credere che un mio amico è un mio amico per sempre, e non ti tradisce mai. Ma soprattutto voglio credere che Babbo Natale il carbone te lo porta solo se sei stato cattivo.
Fabio Volo - Le prime luci del mattino.
Di chiacchiere ne abbiamo fatte sempre meno, tanto che alla fine mi sono convinta che in fondo non è necessario parlare molto quando ci si ama. Con il passare degli anni è sicuramente meno faticoso sopportare un silenzio che un discorso che non interessa più. Per paura di dire troppo, abbiamo finito col dire poco. A volte mi chiedo se non siano tutte queste cose non dette ad averci allontanato..
Fabio Volo - Le prime luci del mattino
Mi chiedo quando il futuro che avevo immaginato ha iniziato a sbiadire. Forse c'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: la non voglia di sognare ancora. Ci siamo spenti lentamente, assopiti senza nemmeno rendercene conto. Prima abbiamo svuotato il futuro, poi abbiamo iniziato a fare lo stesso con il quotidiano, con il presente. Quando non riesci ad ottenere ciò che vuoi, finisci per amare ciò che puoi.
Fabio Volo - È una vita che ti aspetto
Quella carenza mi procurava una strana sensazione…(…)mi mancava sempre qualcosa…(…) Per anni in quel vuoto ci mettevo una persona. Una donna. Ripetevo che stavo con lei perchè mi completava. Perchè lei mi migliorava. Quel vuoto, però, con il passare del tempo, mi aveva creato chiaramente una dipendenza. In quella donna riponevo la mia felicità. Quella dipendenza mi metteva paura. Paura di perderla.
Si innescavano così dinamiche di disarmonia, che alteravano il mio comportamento o quello dell’altra persona, e finivamo col non vivere la nostra vita. La nostra storia frenava e dirottava i nostri destini…(…) Con lei soffrivo, senza di lei anche…(…). Allora mi dicevo: ‘Piuttosto che niente, meglio piuttosto’. Cioè prendevo quello che poteva darmi e cercavo i accontentarmi. Se mi fossi amato non glielo avrei permesso. Il problema era sempre quello. La soluzione era arrivare alla nausea. Continuare finchè non mi fossi nauseato non tanto di lei quanto della mia umiliazione e mancanza d’amore per me stesso. (…). Prendevo le decisioni della mia vita attraverso la sua persona o l’idea che mi ero fatto di lei. A volte addirittura parlavo usando frasi sue per vedere come le altre persone reagivano. Per vedere se riuscivo a convincerle come lei aveva fatto con me. In realtà cercavo solamente di convincermi.
Fabio Volo - È una vita che ti aspetto
Con il tempo ho imparato una cosa importante. Cambiare posto al cuore con il cervello. Ho imparato a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore mi costringeva ad agire con amore…(…). Prima, invece, tutto quello che amavo lo consumavo, lo bruciavo, lo usavo, lo invadevo. Amavo, ma non lasciavo spazio agli altri. Li invadevo d’amore senza prendere in considerazione il loro spazio. E così, essendo convinto di amare tanto, mi sembrava che loro non mi amassero abbastanza. Volevo essere amato con la stessa esagerazione. Ma ero io che sbagliavo, anche perchè non significa niente amare tanto o amare poco. Si può solo amare o non amare. La frase ‘l’ho amato tanto’ è priva di senso come ‘è morto tanto’, attribuita a una persona che non c’è più. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non sarà mai distruttivo.
Fabio Volo
Un uomo mi piace quando mi sorprende.. Quando è in grado di stupirmi.. di spiazzarmi.. Molti uomini dopo un po' che li frequenti.. diventano come le canzoni di un cd.. Che cosa vuoi dire? Che sai già quale viene dopo. E quando finisce una canzone nella testa stai già iniziando a canticchiare quella dopo. Parlano e tu sai già dove vogliono arrivare.. Anche quando ci fai l'amore, ti baciano e ti toccano e sai già dove andranno con la mano. Comunque, fammi pensare... mi piacciono quelli che la prima sera magari ci provano o ti fanno capire che gli piaci, ma non insistono..
Fabio Volo - Il giorno in più
Era una di quelle persone che probabilmente tutti, prima o poi, incontriamo almeno una volta nella vita. Quelle persone che per un motivo inspiegabile e misterioso ti agganciano e non riesci a lasciare finché non ti distruggono e non ti fanno in mille pezzi. Anche a persone intelligenti può capitare. Anzi, il fatto che lei cercasse di dare un senso al modo in cui lui si comportava l’aveva completamente mandata fuori di testa. Come un rebus di cui non trovi la soluzione.
“Non ho capito perché mi ha detto così! Perché ha fatto questo! Cosa voleva dire? Dove ho sbagliato?”
Quelle persone a cui diamo un’importanza enorme: pendiamo dalle loro labbra, dal loro giudizio. Basta una parola negativa e tutti i complimenti che ci hanno fatto fino a quel momento non hanno più valore. Hanno il potere di annientarti con una sola parola. Si entra in competizione con noi stessi per avere un loro parere positivo. Sono relazioni che non riesci a gestire; razionalmente capisci che ti fanno male, ma non puoi liberartene perché nascono in te le stesse dinamiche mentali di un tossicodipendente.
Tutto diventa ingestibile. Perfino una cosa semplice come mandare dei messaggi al telefono diventa oggetto di dubbi universali:
"L’ultimo messaggio è il mio, che faccio: ne mando un altro perché non mi ha risposto, aspetto, chiamo con l’anonimo? Faccio l’offesa, o è meglio la versione spiritosa e simpatica? Inizio a offenderlo, dicendo che almeno per educazione dovrebbe rispondermi?"
Il problema fondamentale tra loro era che amavano entrambe la stessa persona: lui.
Fabio Volo - La felicità
E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente…
non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone,
le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina,
la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno,
e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate,
di piccole scintille allo stomaco,
di presenze vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia,
scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità..
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