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Elena T.



E’ una fase… Non è bella, non è piacevole, ma c’è. Inutile dire che fai schifo e che stai o hai sbagliato tutto. Avere paura è uno sbaglio? ..Stare male è uno sbaglio? ..Difendersi è uno sbaglio? ..Essere intelligenti.. sensibili.. guardare oltre le apparenze.. oltre i muri innalzati.. è uno sbaglio? ..La curiosità.. la sensibilità.. la delicatezza.. la fragilità.. la dolcezza.. la rabbia.. la disperazione… sono sbagli? 

Certo, lo sono in un mondo dove bisogna essere per forza felici, dove 'certe cose non si mettono in discussione', dove se segui la massa sei ok… lì lo sono. Ma quello non è tutto il mondo.. Quello è l’ennesimo teatrino dove le tue maschere, le mie.. non sono niente di diverso da quelle che hanno tutti. 
Solo che, improvvisamente non ci stai più, sei stanco di quel teatrino.. di quel 'ruolo' che gli altri hanno deciso per te.. che tu hai dovuto calzare per trovare il tuo posto in quel mondo, perché da soli non si può... perché 'l'essere diverso' non paga.. e così.. vorresti scappare.. rompere le catene dell'abitudine e del conformismo sociale.. Lanciarti verso nuovi orizzonti.. Nuovi.. 'viaggi', anche solo mentali... Scoprire, sperimentare.. ricomporre i pezzi di un'esistenza bruciata, ravvivare il carbone che ancora arde sotto la cenere.. cercare un vento.. quel vento.. che possa finalmente riaccenderti dentro..

T.E. - Spesso


Spesso ci convinciamo che il dolore faccia parte di un rapporto, che non si possa sempre andare d'accordo. A volte poi.. perdiamo l'obiettività, adducendo a mille e più giustificazioni per mandare avanti il fantasma di un rapporto ormai irreversibilmente al capolinea.. convincendoci che di meglio non possiamo avere.. che pur di mantenerlo siamo disposte a soffrire...


T. E. - Attaccarsi


Attaccarsi morbosamente a qualcuno significa scappare da se stessi. Se hai te stesso hai tutto. L'attaccamento morboso scatta come necessità di colmare un vuoto dentro di sé.. e questo non è amore.. sarà sempre una felicità illusoria, perché se scappi perfino da te stesso..come speri che qualcun altro riesca a trovarti? Trovati.. e troverai l'amore.

T.E. - Pensi di essere insensibile



Pensi di essere insensibile a certe cose. Hai sofferto, vorresti evitarlo ancora. Ma è il cuore che decide.. preferisce sognare.. Cosi lo segui. Ti racconti allettanti bugie e te ne convinci: è meglio amare e soffrire che non amare affatto. Ma poi ci sono giorni in cui le cose non vanno. La tua testa ti aveva avvertito.Ti senti stupido, lo sapevi.. ma hai ugualmente ceduto. Non avresti dovuto ma a volte di fronte al cuore la forza.. la sicurezza.. vengono meno.. perché lui, quando parla è assordante.

T.E. - Le persone sensibili


Le persone estremamente sensibili sono quelle che faranno grandi cose per gli altri ma sempre troppo poco per se stesse. La sensibilità è un dono: ci rende più umani, più gentili, più altruisti, ma è anche un grosso peso che non tutti sono in grado di sostenere. E' un'arma a doppio taglio:in un attimo ti fa toccare le vette del paradiso e l'attimo dopo ti fa sprofondare nel più cupo degli inferni.

T.E. - Donna indipendente


Una donna deve essere indipendente. Donne, prima di sognare il principe azzurro, una bella casa, una bella famiglia.. Realizzate voi stesse, i vostri sogni, le vostre ambizioni. Conquistate la vostra libertà, perché i tempi sono cambiati.. bisogna imparare a stare da sole per poter vivere bene in due..

T.E. - Devi scegliere


Ad un certo punto devi scegliere: o lui o te. Barattare un amore in cambio di un po' di serenità. Credevi fosse quello giusto, credevi o speravi... perché è una cosa che senti, ma preferisci rischiare, scommettere. In fondo, si pensa, nessuno è perfetto, non l'esiste l'altra esatta metà della mela, e poi, c'è sempre tempo per farlo cambiare... ed io, superdonna, ci riuscirò. Pensi... ma poi, passano i giorni, i mesi, e per le più masochiste, passano anche anni, e più il tempo si insinua lento tra le piaghe di una storia malata in partenza più è difficile perseguire la via della guarigione. È subentrato il cuore e ha fatto danno, perché col tempo, con le esperienze condivise, si sa, poi ci si affeziona, e a volte, anche, ci si innamora, ma un amore, un vero amore... guarisce, non fa ammalare... ed io, amici, mi sono ammalata. Ma questo... già lo sapevo.

T.E. - Vivevo solo per l'amore



Vivevo la mia vita in funzione dell'amore.. credevo scioccamente che l'amore mi avrebbe preservata dalle sofferenza, dalle delusioni. Ma ho sofferto.. sono stata delusa, ferita, tradita.. per conto di quell'amore che avrebbe dovuto difendermi..

E ho amato... disperatamente.. incondizionatamente amato.. fino a smarrirmi, fino a fondermi con quell'amore che tanto faceva male, ma che mi rendeva così viva.. un amore sbagliato.. un amore non ricambiato.. ho amato di un amore che imprigiona.. ho amato di un amore che rende liberi.. ed amo.. nonostante tutto.. ancora oggi amo, forse con meno disperazione, con meno dolore.. 

Una volta vivevo in funzione dell'amore ed ero infelice, continuavo a pagare debiti con me stessa senza mai capire il perché.. oggi vivo per me stessa ed amo non per ricercare quella felicità che un tempo mi sfuggiva.. ma per condividere la felicità, che ho conquistato da sola, insieme alla persona che amo..



T.E. - Una storia triste.



Stasera voglio raccontarvi una storia... non una di quelle già masticate e rimasticate, ma una storia nuova, fresca di giornata... una storia triste... triste perchè vede come protagonista una delle più grandi sconfitte dell'uomo, l'unica, forse.. irreversibile: la morte....Tuttavia, prima di raccontarvi questa storia, è necessaria una piccola premessa: esistono alcune tappe nella vita di un uomo che, non importa che sia bello o brutto... non importa che sia ricco o povero... a cui nessuno può sottrarvisi. L'uomo nasce, tra la gioia e le lacrime della gente... cresce.. sotto i colpi duri che la vita pone sul suo cammino... un cammino che passa per le delusioni e le sofferenze... altre tappe obbligatorie nella vita di ciascuno... tappe tristi e che spesso ti fanno perdere, smarrire nelle ansie e nelle angosce che a volte.. ti fanno colare a picco... ma che tuttavia.. se attraversate con giusta speranza e fiducia nelle proprie capacità e nel proprio futuro... ti rendono invincibile. Ultima e irreversibile tappa è la morte... spesso ingiusta e senza preavviso ti lascia un amaro in bocca che neanche mille vite sarebbero in grado di lavare via.. perché è un amaro viscerale, che colpisce stomaco, mente e cuore portandosi via non solo chi ne è colpito... ma anche a soprattutto chi rimane... perché è facile accettare l'idea della propria morte.. giunto quel momento infatti non sentiremo più nulla, se non, per coloro che credono in un aldilà, la pace e la serenità eterna.. facile accettare anche la morte delle persone care? Ecco... non c'è cosa più difficile.. e più dolorosa... ma si sa.. la morte è una tappa.. fa parte di quel ciclo vitale menzionato poc'anzi.... e forse fa meno male.. mah, così dicono.. e poi... ci sono alcune morti che mai e dico mai troveranno una GIUSTA collocazione nell'ordine naturale delle cose come... la morte di un bambino...

Bene... Ora, può cominciare la storia....

Camminavo tra le strette e silenziose vie di un Cimitero... tra l'odore di Crisantemi e di di cera bruciata.. non era il Cimitero del mio piccolo Paese di provincia.. non sapevo quelle anguste stradine dove mi avrebbero, di lì a poco, condotta... e mi limitavo a seguire i miei tre accompagnatori. Nè sapevo chi fosse quel giovane ragazzo di cui parlavano e che probabilmente era il destinatario della loro visita: Sandro, era questo il suo nome, morto di leucemia qualche anno prima, loro amico di avventure; solo questo sapevo.. Arrivammo nel punto in cui di Sandro rimanevano solo una foto e qualche fiore appassito.. ma mentre i tre si apprestavano a porre a quello sfortunato ragazzo il loro saluto e a lasciare quei 3 fiori bianchi che poco prima avevano acquistato... un suono distrasse la mia attenzione... era una dolce melodia di cui le mie orecchie avevano già ascoltato il suono... tempo fa... era nella mia memoria... veniva da uno di quei Carillon che si posizionano sopra le culle per rendere sereno il sonno dei bambini... mi avvicinai e scoprii un muro... alto e largo.. un muro contenente le lapidi di volti così piccoli che una lacrima non riuscì a non rigarmi il viso.... 10 mesi, 2 anni.. troppo ... troppo piccoli... per accettare il prematuro sopraggiungere di una tappa che avrebbe dovuto coglierli in età molto più tarda... e mentre leggevo i loro nomi, il carillon suonava... quella musica.. così dolce e triste... suonava... qualcuno poco prima doveva aver tirato la cordicella ... e la melodia continuava... rimasi incantata, tra le lacrime e le preghiere, ipnotizzata da quel canto così penetrante, così coinvolgente... ed io.. immersa tra quelle note... vedevo quei bambini, di fronte a me... dormivano... dormivano un sonno eterno accompagnato da quella musica.. e di tanto in tanto un passante ignaro, come me, attratto da quella insolita melodia tra quell'eterno silenzio... giungeva lì... e piangeva... piangeva... tra quelle dolci note... Una voce gridò il mio nome... e mi destai... asciugai le lacrime e ricaricai il Carillon: quei bambini avrebbero avuto sogni tranquilli per un altro po', in attesa che un altro viandante sprovveduto fosse attratto da quella melodia... un viandante che come me... avrebbe pregato per loro e ricaricato il Carillon.



T.E. - Invecchiare insieme



Invecchiare insieme alla persona che si ama? Bellissimo..... e non mi importa se avrò il viso rigato dalle rughe... saranno i segni della mia gioia vissuta accanto all'amore della mia vita... sarò debole, decadente, non avrò più la forza di fare grandi cose o compiere grandi imprese... chi se ne frega dico io... avrò la forza sufficiente per abbracciare i miei figli e per vivere i miei nipotini.... un secondo della mia gioventù non vale un attimo di questa vecchiaia..