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Serena Santorelli - A chi non ce l'ha fatta, alle vittime della Costa Concordia.

Adagiato sul letto del mare, mi sono lasciato trasportare. Avevo nuotato abbastanza da poter dire di non essermi arreso con facilità. Avevo sfidato con coraggio tutto quell’azzurro, ben sapendo che la sua potenza alla fine mi avrebbe travolto. Quando ho capito che le forze mi stavano mancando, mi sono disteso con la pancia all’aria e ho fissato a lungo il cielo. Con stupore, mi sono accorto che da lì le stelle sembravano molto più vicine di quanto potessi immaginare. Per la prima volta in vita mia, ho avuto la sensazione di poterle toccare. E mentre gli occhi non riuscivano più a restare aperti, ho visto un uomo dall’aria familiare venire verso me. Aveva una veste bianca e i capelli lunghi.
«Che fai qui?» gli ho chiesto
«Sono venuto a prenderti. Hai mai visto un padre abbandonare il proprio figlio?» ha risposto.
«Allora è vero che puoi camminare sulle acque». 
Ha sorriso. Di un sorriso che mi ha fatto sentire subito sereno.
«Certo che posso, ho imparato apposta perché nel trovarsi in mezzo al mare, i miei figli non dovessero mai sentirsi persi». 
Così, senza più dire nulla, mi ha sollevato tra le braccia. Proprio come fa un padre con il suo bambino. 
Ed io, con naturalezza, con quella sensazione di serenità che non mi lasciava più, dal mare sono passato ad abitare il cielo.


Serena Santorelli


Ci sono persone 
che fanno una fatica immensa 
ad amare. 
Non sanno da dove iniziare 
e se si imbattono in qualcosa di grande, difficilmente lo sanno gestire. 
Quando te li trovi di fronte, 
non illuderti mai di poterli cambiare.. 
Con te conosceranno 
il senso più profondo dell’amore, 
ma non saranno mai abbastanza coraggiosi 
da restare...




Serena Santorelli


Quando ti dice 
che c'è qualcosa che lo lega a te 
nonostante la sua difficoltà 
a lasciarsi andare...

Che se fossi arrivata 
in un altro momento 
saresti stata la donna ideale...


Serena Santorelli - Torna presto Giuseppe.


Ha lasciato ad un bambino il suo posto sulla scialuppa. Lettera aperta a Giuseppe Girolamo, musicista disperso.

Voglio raccontare di te. Del tuo cuore buono, Giuseppe. Non mi interessa parlare della crudeltà di chi avrebbe dovuto ma poi non ha fatto, di chi portava un titolo che non meritava. Voglio rivelare chi eri, sebbene io non t’abbia mai conosciuto. Eri già pronto a calarti sulla scialuppa, a dirigerti felice tra le braccia di chi certamente ti stava aspettando. All’ultimo minuto, però, qualcosa ti ha fatto cambiare idea. Lo sguardo di un bambino che si trovava a pochi passi da te e che su una scialuppa, probabilmente, non ci sarebbe più salito. Non hai ragionato a lungo, lo hai preso per mano e gli hai ceduto il tuo posto. Immagino che devi avere avuto paura, paura di aver ceduto la tua unica possibilità di salvezza. Ma immagino anche, e me lo dicono i fatti, che alla paura tu non abbia ceduto, perché più forte di tutto sarebbe stato portarti dentro il rimorso di quel bambino che non avevi salvato. Ti amo con tutto il mio cuore, Giuseppe. Sebbene non sappia nient’altro di te, se non tutto questo. Amo quello che hai fatto. La tenerezza e il coraggio con cui hai accompagnato quel bimbo sulla via di ritorno verso casa, ben sapendo che quella era la stessa strada che avrebbe portato a casa anche te. Hai scelto lui. I suoi occhi innocenti, la sua vita iniziata da troppo poco tempo per rischiare di finire così. E mentre tutti ti cerchiamo, mentre sentiamo forte il grido di disperazione dei tuoi cari che non perdono la speranza, voglio pensare che tu a quel bambino abbia chiesto di portarci un messaggio. «State tranquilli, perché qualunque cosa accada, questo bimbo che è tornato, vi dice che il mio gesto ha avuto un senso. La mia vita ha avuto un senso. Perché bisogna smetterla di vivere soltanto per se stessi». Torna presto, Giuseppe.

18 Gennaio 2012


Serena Santorelli

Non ho mai provato particolare simpatia per chi si affanna nel tentativo di apparire immune da qualunque sbaglio. Per chi sta tutto il giorno lì, a pensare cosa fare o non fare per sembrare virtuosa.  Ma dico, chi se ne frega della tua santità! Io non ho paura di commettere errori. Ho paura, piuttosto, di vivere all’ombra del giudizio degli altri. Schiava del cuore sordo di chi la vita la odora soltanto. Non c’è punizione peggiore per me, che rischiare di diventare anch’io come te. Di una sola cosa nella vita voglio essere schiava: delle mie stramaledette emozioni.

Serena Santorelli

Lascia che viva. Non privarla delle sue abitudini, delle sue passioni, dei suoi amici più cari. Non pretendere di essere soltanto tu il centro della sua esistenza. Deve amarti liberamente. Deve sceglierti ogni giorno. Nonostante gli amici, nonostante le passioni, nonostante le abitudini. Deve sceglierti perché sei tutto ciò che desidera e non perché sei tutto ciò che gli resta.


Serena Santorelli



Ogni volta che in un rapporto d'amore anteponi i tuoi interessi al bene dell'altro, stanne certo, tu non stai amando. L'amore non antepone interessi, ma sentimenti.

Serena Santorelli



Se hai dato anima e corpo, se non hai lasciato spazio a qualcosa che forse, chissà, ancora potevi fare…Non avere rimpianti. Non attribuirti colpe. Non crearti degli alibi. Quell’amore non andava, tutto qui. E non perché sei tu che sei sbagliata, ma perché l’amore ha bisogno del suo tempo. Del suo momento, della sua emozione, del suo batticuore. E così, solo quando da un incontro di sguardi la poesia riesce a prendere la forma di colui che ti sta guardando, allora…L’amore si insinua e resta lì. Per sempre.

Serena Santorelli



Mi dissero che sognavo troppo. Che i sogni erano diventati la mia prigione.«Se continui così, ti chiameranno pazza». 

Risposi che sbagliavano. Che pazzo è chi uccide, chi stupra, chi ruba, chi si vende anima e corpo al primo magnate. Ma mi risero in faccia. 

Gli dissi: «Ridete, io sono soltanto una donna. E questa prigione di sogni nella quale mi sono rinchiusa, è l’unico modo che ho per scappare da voi, pazzi veri che siete tutti in libertà».

Serena Santorelli


Non l'aveva mai dimenticata. Così, quando dopo diversi anni incrociò casualmente il suo sguardo, non ragionò su tutto il tempo trascorso e la possibilità che lei si fosse fatta una vita...La guardò e sentì riesplodere dentro tutto il sentimento che, oltre ogni distanza, l'aveva tenuto legato a lei con un filo sottilissimo...E non parlò, semplicemente le si avvicinò.Quando la vide sorridere, capì che in lei stava avvenendo esattamente la stessa esplosione. Così, non gli sembrò che ci fosse bisogno di aggiungere molto. Le disse soltanto:"Bentornata, amore"

Serena Santorelli


Caro Babbo Natale, 
quest’anno non ti chiederò cose irrealizzabili come la pace nel mondo o l’amore tra gli uomini. Non ti pregherò nemmeno di far in modo che l’aridità che molti si portano dentro, smetta di esistere. Sono cresciuta abbastanza per sapere quanto utopistico sia pensare di cancellare tutto il marciume così ben radicato sulla terra. E allora voglio chiederti qualcosa per me. 
Vorrei che tu mi rendessi capace di sorridere. 
Ecco, Babbo Natale, lo so che non ti sto facendo una richiesta facile, in una quotidianità dove è diventato così naturale rattristarsi per le cose più futili. Dove la serenità viene fatta dipendere da quello che si possiede e non da quello che ci emoziona. Lo so che ti sto chiedendo un regalo grande, ma vedi, se tu mi donassi la capacità di sorridere sempre e comunque, e di non abbattermi neanche in questo momento dove tutto mi appare difficile, io avrei risolto ogni problema. Non piangerei per questo mondo che va a rotoli. Per la violenza così tanto diffusa, l’amore così poco trasmesso. Per i padri di famiglia che non hanno più un lavoro, le mamme che non sanno ancora cosa metteranno a tavola. Per quei bambini che, invece, i genitori non li hanno mai avuti e per loro il Natale sarà un giorno come un altro, soltanto un po’ più triste. 
Dai, Babbo Natale, aiutami a sorridere e già che ci sei, fa’ la stessa con tutte le persone che amo. E dal momento che ormai te l’ho chiesto, dona un sorriso anche a quelli che non amo. E visto che tu puoi tutto, il sorriso regalalo anche a chi non avrebbe nulla per cui sorridere. 
Accipicchia, Babbo Natale, ero partita soltanto da me e son finita a chiederti qualcosa per tutti. 
Abbi pazienza, è che non conosco gioia che non sia condivisa. E la mia serenità è troppo legata a quella degli altri. Allora, Babbo Natale, fa’ questo sforzo. 
Regala sorrisi a tutti.

Serena Santorelli


Le parole hanno un peso. Pronunciale con cautela. Non buttarle lì, tanto per riempirti la bocca.  Soprattutto quando ti rivolgi a qualcuno che ami, misurale. Una parola cattiva, urlata magari soltanto per rabbia o per stanchezza, può lasciare dei segni che nemmeno ti immagini. Ferite profonde che perdono sangue anche a distanza di anni. E lo so che la ragione non sempre può vincere contro l’istinto. Ma alle parole, quando proprio sei fuori di te o non sai cosa dire, prediligi il silenzio.

Serena Santorelli


Lei quegli avanzi non li voleva. 
Perché quell'uomo lo amava, 
lo amava davvero.. 
E se non poteva avere anche il suo cuore, 
allora, soltanto del corpo
 non sapeva che farsene..

Serena Santorelli


Avrebbe voluto dirle che l'amava. Che l'amore così non l'aveva mai fatto. Ma non ne ebbe l'ardire. Perché sapeva che tutto quel bene non gli apparteneva.Che le sue mani non sarebbero state mai abbastanza forti da sostenerlo tutto. 

Serena Santorelli - Semplicemente accade


Getta pure la maschera. Non ho paura della verità.  Temo molto di più la tua ipocrisia, le giustificazioni che vuoi rifilarmi, la storia assurda che vuoi raccontarmi. Lo conosco il tuo volto dietro il cerone. Lo so che non mi ami più. Lo sento in ogni tuo gesto, lo leggo nel tuo sguardo assente. Puoi fingere che sia tutto immutato e sperare che l’emozione ritorni. Ma sbagli. Un amore grande non può ritornare. Se se ne è andato, nonostante la violenza con cui noi lo sentivamo, avrà avuto i suoi buoni motivi. E non preoccuparti se il mio sentimento è rimasto costante e se tutto di te ancora mi smuove le parole più dolci. Semplicemente accade. Gli amori finiscono, le emozioni si spengono, le persone si perdono. Talvolta, senza rendersene conto. Accade semplicemente che uno dei due si distragga, che per qualche giorno si concentri su altre cose che ritiene più importanti. Poi, per ragioni che ancora non riesco a capire, quei giorni diventano mesi. Anni. E ci si ritrova sconosciuti. Quasi sempre, però, uno dei due resta innamorato e non si capacita di come un amore tanto grande possa essersi perduto. Ma anche la primavera finisce e i fiori si domandano perché debbano smettere di sbocciare. Semplicemente accade.

Serena Santorelli - Elena



Sento il bisogno di dirti ciò che penso di te. In te ho scoperto, nel tempo, una ragazza dolce, attenta, premurosa, sensibile e anche piena di passione. Queste qualità, soprattutto tutte insieme, oggi non si trovano. Perciò, un uomo che di fronte a tutto questo si è tirato indietro e non ha saputo cogliere la grandezza che ti porti dentro, proprio non poteva andare per te! Per te ci vuole un uomo che riconosca la tua sensibilità e la rispetti. Che quando parla, stia attento alle parole che usa, perché sa bene quanto è facile ferirti. Che non ti lusinghi solo per portarti a letto, perché una come te, nel letto ci lascia il cuore. Dunque, se è così che è andata o se così andrà nel futuro...Tu non accontentarti. Le passioni mediocri lasciale alle persone mediocri e permetti soltanto ad un amore grande di emozionarti veramente e perchè no, qualche volta anche di farti male... Ti abbraccio, come sempre.

Serena Santorelli - Considera che quel momento arriverà




Ora va’. Corri pure se vuoi. 
Non ti porre obiettivi, non ti dare scadenze, non crearti certezze. Non pensare a nulla. 
Chiudi con l’amico che ti ha ferito, rinnega l’amore più grande che hai avuto, rimprovera tua madre di non averti compreso, esaspera i piccoli litigi e dì pure che gli altri sono peggiori di te. 
Fallo. Nessuno è qualcuno per dire che stai sbagliando. 
Ma per onestà, soltanto per onestà, riconosci a te stesso che verrà un momento in cui dovrai fermarti. Non si sa quando, 
ma questa corsa finirà. 
Allora, può darsi che ti verrà voglia di rivedere l’amico non perdonato, che avvertirai il desiderio di riprovare quell’amore rinnegato, che ti spiacerà aver accusato tua madre di una comprensione che proprio non poteva darti. Ti pentirai di aver ingigantito delle piccole discussioni e ti rattristerai nell’accorgerti che se non avessi impiegato tanto tempo a convincerti che gli altri fossero peggiori di te, probabilmente ti saresti accorto anche che qualcuno poteva essere migliore. 
Forse saresti diventato uno che conta. E invece di ridere di chi pensa di cambiare il mondo, lo avresti cambiato e basta. O forse no. Se anche avessi fatto tutte queste cose, la tua vita sarebbe stata identica a quella che hai vissuto. Ma non puoi saperlo. 
E allora, mentre corri e ti affanni, mentre te ne freghi del tempo che passa e della fugacità con la quale riempi le tue giornate, è bene che tu consideri che quel momento arriverà. Se poi, pur considerandolo, ti verrà voglia di continuare a vivere come credi, senza obiettivi, scadenze o certezze, senza capacità di perdonare e di amare…Va bene. La vita è tua. Il futuro anche.
Ma per onestà, soltanto per onestà, considera che quel momento arriverà. 


Serena Santorelli - Amami



Amami
Come fossi un tarlo che ti scava 
furiosamente dentro.
Ingordo
Come troppo a lungo avessi digiunato.
Fremente
Come per troppi giorni m’avessi aspettato.
Impetuoso
Come non avessi mai così forte amato.
Devoto
Come scorresse nel tuo sangue
soltanto un dio,
che si manifesta
perennemente in me.

Serena Santorelli - Vivi ora e vivi come ti pare




E piangi quando hai voglia di piangere!
Che tu sia uomo o donna, piccolo o cresciuto, 
noto o sconosciuto.
Piangi con coraggio..
a costo di essere chiamato fragile. 
Ridi con gusto..
a costo di essere chiamato sciocco. 
Indignati con fervore!
A costo di essere chiamato pazzo.
Ama senza riserve. 
Ricorda che tutto l'amore che non dai e tieni per te, è amore senza senso.
Rifiuta le cose che ti fanno soffrire ed esprimi sempre la tua opinione. 
Emozionati. 
A chi ti dice che non puoi vivere di sogni, rispondi che nessuno è mai morto perché sognava troppo. 
Rischia, qualunque sia lo scotto,
perché niente ti costerebbe di più di una vita spesa a preservare l'immagine, l'apparenza, l'orgoglio.
C'è solo un prezzo che non devi mai pagare. 
Quello che offende la tua dignità. 
Poi, stai pure sereno, perché quando sarai morto diranno di te soltanto cose belle.

Diventerai un brav'uomo e basta, qualunque vita tu abbia vissuto. 
E allora non aspettare. 
Vivi ora e vivi come ti pare.

Serena Santorelli - Figlio..


Figlio..
Ti costruirò mani di acciaio per scalare le montagne più dure. Ti cucirò vestiti robusti che resistano ad ogni tempesta, perché il tuo corpo non debba mai soccombere quando il vento soffia forte. Donerò ai tuoi occhi la profondità e farò conoscere al tuo cuore le meraviglie che ti abitano intorno. Ti insegnerò a comprendere anche quando non c’è nulla da comprendere. Non soltanto perché ti servirà ad essere più indulgente con gli altri, ma perché ti aiuterà a farti meno male. Ti dirò che solamente parlando si risolvono le crisi e che la violenza può muovere esclusivamente nuova violenza. Ti farò conoscere quanto sono importanti le parole e tu imparerai a riempire di sostanza ogni tuo discorso. Solo quando lo vorrai, ti concederai il lusso di dire delle sciocchezze. Ben sapendo, però, che le stai dicendo. Ti racconterò che non esiste solo il bene, ma che col bene si costruiscono i legami più solidi. Fabbricherò un’armatura che ti protegga da ciò che ti procura dolore, ma farò in modo che, anche tolta quella, tu abbia tutti gli strumenti per non aver paura. Resterò al tuo fianco ogni giorno. Ma saranno giorni in cui fonderò le basi per la tua indipendenza, poiché nel trovarti da solo, non dovrai mai sentirti perso. Lascerò che sbagli e non ti darò le soluzioni neanche quando le conoscerò. Ti insegnerò a capire che la tua serenità non può dipendere da fattori esterni, perché soltanto in te esiste la chiave per essere sereno. Ma ora vieni qua, amore. Ora che ancora sei bambino e posso stringerti forte al cuore senza sentirmi sciocca. Ora che la tua spensieratezza è soltanto mia e di nessuno più. Ora che posso vederti correre e giocare tutto il tempo. Ora che i tuoi sorrisi mi restituiscono il senso delle mie giornate. Vieni, bambino mio. Siediti sulle mie ginocchia e ascolta la favola che ti piace tanto. Domani crescerai e ti mancheranno tempo e voglia di ascoltarla. Ed io, che disperatamente vorrei fermare il mondo in questo istante, ti prometto che saprò lasciarti scendere quando sarai stanco e che non mi arrabbierò, se un giorno sulle mie ginocchia avrai pudore di salire.
Adesso, però, resta un po’ di più..